COVID-19: un giorno per riflettere

E’ notizia di ieri sera come l’intera Regione Lombardia sia stata dichiarata zona rossa, 11 sono al momento le province coinvolte dalle quali non si può uscire o entrare senza un valido motivo. Il sito delle Aupair cerca di dare risposta a tutte le ragazze che si trovano in Italia e sono all’interno delle province dichiarate come zone rosse: “non uscite e cercate di rientrare nel vostro paese senza aver prima contattato la vostra l’ambasciata”. Caspita, mi viene da pensare, un messaggio così forse terrorizzerà ancor più le famiglie delle ragazze, chissà come ci vedono i loro genitori, quelli che stanno dall’altra parte del globo, chissà cosa penserei io se mia figlia fosse in un paese che ora manda questi messaggi, un paese dove mia figlia voleva assolutamente andare perché lì si vive bene, perché si mangia bene, perché c’è la bella vita. Chissà cosa penseranno dopo, un dopo che adesso mi sembra non arrivi mai. Il picco non lo avevamo raggiunto ieri?

Virginia

Virginia è arrivata dall’Argentina solo tre giorni fa, è partita lo stesso, ha avuto ben due voli cancellati per arrivare a Verona, ma è arrivata, aveva troppa voglia di esplorare questo pezzetto di mondo, un mondo che era appartenuto anche ai suoi nonni. Virginia è la nostra tredicesima ragazza alla pari. Stamattina abbiamo fatto Yoga insieme, nel mio soggiorno, ci siamo fatte un video, abbiamo bevuto il tè mate, per “compartir” come dice lei, per la social agility, come dico io.

Para compartir

A dir la verità non ho mai “compartito” così tanto come in questo periodo. Abbiamo tutti molto più tempo per condividere il nostro tempo, siamo più connessi, decisamente più connessi, online perché volete o nolente è così che adesso possiamo lavorare ma anche incontrare i nostri amici, e offline perché al parco adesso c’è più gente. I bimbi sono a casa da scuola del resto, dove vai altrimenti? Al centro commerciale affollato per beccarti quello che non ti sei preso evitando le lezioni scolastiche? Distanza è una parola che risuona moltissimo. Tenere un metro di distanza l’uno dall’altro, al bar devono servirti al tavolo, non al bancone, stai seduto distante, non darti la mano, e men che meno un bacio sulla guancia. Che ironia! Proprio a noi italiani ci dicono di mantenere la distanza, quando la nostra prossemica credo sia la più vicina al mondo. Noi ci abbracciamo, ci baciamo, ci tocchiamo! “Compartir” pure lo spazio con il nostro corpo fa parte della nostra cultura, del nostro essere. Ci stanno togliendo un pezzettino di noi? Atteniamoci alle disposizioni, ok, ci proviamo, va bene, ma sappiate che noi ITALIANI stiamo facendo uno sforzo immenso!

Edgar Morin e la planetizzazione

Ho ripreso in mano un libro del filosofo contemporaneo Edgar Morin: I sette saperi necessari all’educazione del futuro. Un libro che è stato scritto nel 1999, più di 20 anni fa, ed oggi più attuale che mai. Il suo concetto di planetizzazione lo abbiamo davanti agli occhi con il COVID-19: abbiamo un destino comune per tutta l’umanità. Un destino sopra tutti i destini, e questo perché nulla è isolato e indipendente rispetto a tutto il resto del mondo.

Siamo interconnessi

Non possiamo avere zone rosse senza che questo abbia ricadute su altre regioni, non possiamo essere un Paese isolato dal resto del mondo, senza che questo non abbia ripercussioni, economiche, politiche e sociali anche sugli altri Paesi dell’Europa o altri continenti fuori dall’Europa. Le ripercussioni sono vicendevoli. Il destino comune.

Connessione globale dell’informazione

In questa realtà aumentata stiamo vivendo, nel bene e nel male, la connessione globale dell’informazione. L’informazione è il pensiero che prende forma, il pensiero globale prende forma all’interno di questa interconnessione. Non esistono forme di pensiero totalmente indipendenti e così anche le nostre informazioni, quelle che apprendiamo dalla rete, e quelle che noi stessi divulghiamo attraverso le nostre competenze e le nostre conoscenze, sono parte di un pensiero più complesso.

Pensiero contestualizzato o pensiero riduzionistico?

Dobbiamo oggi più che mai sforzarci di allenare quella capacità che andata via via offuscandosi man mano che la complessità è andata ad aumentare: la capacità di contestualizzare il nostro pensiero. Non possiamo ridurlo a poche notizie frammentate come non possiamo ridurre il COVID-19 a quello che è il suo risvolto negativo sull’economia perché allargando il nostro pensiero, contestualizzandolo, forse, potremmo scoprire che dietro la parola DISTANZA per una volta abbiamo VICINANZA più che mai. Stiamo o no, recuperando qualcosa che è forse andato perso nella frenesia delle attività giornaliere che adesso, forzatamente, sono state rallentate se non totalmente sospese?

Tempo di relazioni

Ecco che improvvisamente abbiamo tempo per un mate come per un caffè, un libro, una chiacchierata al parco con quella mamma che avevamo visto solo di sfuggita nel parcheggio della scuola, sembra quasi un regalo inaspettato, questo tempo, non ci resta che prenderlo per quello che è: uno spazio tutto nuovo, da riempire con cose nuove, cose buone si spera, perché in tutta questa distanza si nasconde una nuova vicinanza, di relazioni, di intenti, di ripensamenti, di riflessioni, basta scoprirla.

COVID-19: a day to reflect

Last night the entire Lombardy Region has been declared a red zone, 11 provinces are currently involved, from which you cannot leave or enter without a valid reason. The Aupair website tries to gives answers to all the girls who are in Italy and are within the provinces declared as red zones: “do not go leave and try to return to your homecountry without having first contacted your embassy”. Wow, I think, such a message will terrify the families of the girls even more, who knows how their parents see us, those who are on the other side of the globe, who knows what I would think if my daughter was in a country that now sends these messages, a country where my daughter absolutely wanted to go because you live well there, because you eat well, because there is a good life. Who knows what they’ll think after, an aftermath that now seems to me impossible to imagine. Hadn’t we reached the peak yesterday?

Virginia

Virginia arrived from Argentina only three days ago, she left anyway, she had two canceled flights to get to Verona, but she managed to arrive, she was too keen to explore this part of the world, a world that had also belonged to her grandparents . Virginia is our thirteenth au pair. This morning we did Yoga together, in my living room, we made a video, we drank mate tea, to “compartir” as she says, for social agility, as I say.

Para compartir

Honestly, I have never “shared” as much as I did in this period. We all have much more time to share our time, we are more connected, definitely more connected, online because that’s how we can now work but also see our friends, and offline because there are more people in the park now. Besides, the children are home from school, where else would you go? At the crowded mall to catch what you didn’t take avoiding school lessons? Distance is a word that resonates very much. Staying a meter away from each other, at the bar they must serve you at the table, not at the counter, sit far away, don’t shake hands, let alone a kiss on the cheek. What irony! They tell us Italians to keep the distance, when our proxemics I think is the closest to the world. We hug, kiss, touch each other! “Compartir” even the space with our body is part of our culture, of our being. Are they taking away a piece of us? Let’s stick to the provisions, ok, let’s try, okay, but know that we ITALIANS are making an immense effort!

Edgar Morin and planetization

I picked up a book by the contemporary philosopher Edgar Morin: The seven knowledge necessary for the education of the future. A book that was written in 1999, more than 20 years ago, and today more current than ever. We have his planetization concept before COVID-19: we have a common destiny for all humanity. A destiny above all destinies, and this is because nothing is isolated and independent from the rest of the world.

We are interconnected

We cannot have red zones without this having repercussions on other regions, we cannot be a country isolated from the rest of the world, without this having no repercussions, economic, political and social ones also on other European countries or other continents outside Europe. The repercussions are mutual. A common fate.

Global connection of information

In this augmented reality, we are experiencing, for better or for worse, the global connection of information. Information is the thought that takes shape, global thinking takes shape within this interconnection. There are no totally independent forms of thought and so too our information, that we learn from the net, and those that we disclose through our skills and knowledge, are part of a more complex thought.

Contextualized thinking or reductionist thinking?

Today, more than ever, we must strive to train that ability which has gradually become blurred as complexity has increased: the ability to contextualize our thinking. We cannot reduce it to a few fragmented news as we cannot reduce COVID-19 to what is its negative impact on the economy because by enlarging our thinking, contextualising it, perhaps, we could find that behind the word DISTANCE for once we have NEARNESS more than never. Are we or are we not regaining something that has perhaps been lost in the frenzy of daily activities that have now been forcedly slowed down, if not totally suspended?

Time for relationships

Here we are, suddenly we have time for a mate or for a coffee, a book, a chat in the park with that mother that we had only seen passing by in the school parking lot, it seems almost an unexpected gift, this time, we just have to take it for that that is: a whole new space, to be filled with new things, hopefully good things, because in all this distance a new closeness is hidden, of relationships, of intents, of second thoughts, of reflections, we just have to discover it.