Social Fiction e Futuro Anteriore

Siamo di fronte a un cambiamento importante. E fin qui nessun dubbio. Ma quale non ce lo dice nessuno. Questo è il momento in cui possiamo far fare “clic” a un intero Paese e iniziare a dare forma concreta alla vita del “dopo”. Quando “dopo” uscirò, come voglio che sia il mio mondo? Ho ascoltato Francesca Folda durante un CafFerpi e mi ha fatto riflettere.

Voglio davvero tornare in una metro affollata o in un centro commerciale con le luci al neon con guanti e mascherina o voglio vivere un mondo diverso?

In Stark Trek la famosa coffee mug si era materializzata con una sorta di tele-trasporto, oggi abbiamo la stampante 3D: quello che l’uomo riesce a immaginare riesce anche a creare e quindi perché non partire da una sorta di Social Fiction e immaginare la società nella quale vogliamo vivere il nostro “dopo”? Se niente sarà più come prima, davvero pensiamo di andare a prendere il sole in una spiaggia dentro un box in plexiglas oppure è possibile pensare a un modo diverso di popolare le nostre spiagge?

Il futuro anteriore, descritto molto bene da un libro della Palestra di Scrittura, ci aiuta a partire da quel preciso punto di arrivo dove vogliamo proiettarci per ripercorrere poi a ritroso tutti gli step necessari ad arrivare concretamente lì.

Quando Greta Thunberg parlava di responsabilità individuale nel ridurre l’inquinamento, pensavamo che questo non fosse possibile, perché le nostre case in un modo o nell’altro andavano riscaldate. Ora, le nostre case le riscaldiamo comunque eppure riusciamo a vedere un cielo stellato dai tetti milanesi. Certo, siamo stati costretti a lasciare le auto a casa, ma abbiamo anche la prova che quello che respiriamo dipende da noi.

Fare innovazione, come dice anche Alf Rehn nel suo libro Innovare davvero, significa smettere di parlarne a vuoto e costruire culture profondamente creative. La vera innovazione è la capacità di trasformare l’innovazione in qualcosa di significativo per le persone.

Quale miglior innovazione quindi se non quella di creare città più vivibili all’aria aperta con piste ciclabili, vie “camminabili”, parchi con attrezzi per fare sport all’aria aperta, fontane per lavarsi le mani e riempire le nostre bottigliette invece che inquinare l’ambiente con quelle di plastica?

Il mio futuro anteriore lo ho messo su carta con il progetto A Scuola nel Mondo, adesso a ritroso definisco i passi che mi porteranno a concretizzarlo. E tu il tuo futuro anteriore lo hai scritto?