Pollicino e un “Cognome” per l’Italia

In queste settimane sto frequentando i CafFerpi, tutti i martedì e tutti i giovedì alle ore 09.00. Apro la connessione Facebook ed è come aprire la finestra alle sette del mattino. Entra aria fresca, la respiro a pieni polmoni. Poi mi lascio ispirare, da Bruno Mastroianni a Vera Gheno, da Max Bustreo a Francesca Folda. Hanno tutti una cosa in comune: partono dalle parole.

Le parole costruiscono la realtà intorno a noi, la tracciano e la inseguono, come il filo d’Arianna o come le briciole di Pollicino (una delle mie fiabe preferite che mi raccontava mia nonna Germana).

Felicia Pelagalli insieme al Team di CultureSrl e all’Università di Pisa sta rappresentando le parole che vengono usate sui Social con delle bolle colorate di grandezze diverse, attraverso il clustering ovvero il raggruppamento di parole semanticamente simili. Sembrano dei dipinti di Kandinsky: cerchi grandi per le parole più usate, piccoli per quelle che lo sono meno, colori diversi che ne rappresentano le emozioni correlate e linee che li congiungono.

Monitorando le parole sui Social non solo possiamo rappresentare la realtà ma la possiamo anticipare, possiamo comprendere dove un fenomeno si sta sviluppando e possiamo anche arrivare ad anticipare il diffondersi di un Virus come il Covid19.

Tra il 20 Marzo e il 2 Aprile sono stati digitati su una tastiera più di 1 milione di Tweet, in lingua italiana per raccontare, esprimere e descrivere i propri pensieri ed emozioni su un Virus che ci ha colto di sorpresa, e non solo ha dominato le nostre vite facendoci chiudere in casa ma ha dominato anche il nostro linguaggio e il nostro vocabolario. L’analisi di questi dati fa emergere cosa sta accadendo in tempo reale e può addirittura anticipare cosa succederà dopo e dove. L’Intelligenza Artificiale e gli algoritmi diventano pennelli di quella che è la realtà che via via viene rappresentata sulla nostra tela.

Questo mi fa riflettere. Se è vero che le parole creano le tele della nostra realtà e queste ci legano alla storia, possono anche creare una storia nuova? Potremmo influenzare con le parole il mondo che verrà? Possiamo crearlo prima con le parole e poi viverlo concretamente? Possiamo descrivere un mondo diverso per poi sperimentarlo sulla nostra pelle?

Quando noi diamo un nome alle cose queste iniziano ad esistere, prima non ci sono.

Clic, clic, clic. Faccio il mio solito #connectingthedots e ricordo quando Simba, un Masai della Tanzania mi ha detto: non so quando è il mio compleanno, noi non veniamo registrati con il nostro nome in comune, quello te lo danno e basta e quando vuoi te ne dai uno nuovo. Tu qui quando nasci non esisti, sai solo che vivi!

Ecco, io penso che quello che dobbiamo fare ora è andare all’anagrafe del nostro Paese e registrare il nome “Italia” sostituendo il Cognome Pandemia, Guerra e Crisi con un altro che potremmo scegliere tra Progetto, Rilancio, Fiducia. A me piace Italia Fiducia.

E qui inizia il nostro Futuro Anteriore.