Worldschooling


Cosa significa? Significa imparare a guardare il mondo con occhi diversi, fare esperienze anche fuori dalla nostra zona di confort e rimanerci almeno il tempo sufficiente per allargarla senza aver paura del diverso, di quello che non ci piace o semplicemente di quello che non conosciamo. Significa fare tante esperienze diverse, anche quelle che al momento possono sembrare prive di significato, perché così facendo seminiamo tanti puntini. Solo seminando i nostri famosi “dots” potremmo un giorno collegarli e sviluppare così la nostra agilità cognitiva e magari scoprendo che quel corso di surf ci è servito a capire che per cavalcare l’onda prima devi remare con le braccia fino allo sfinimento o che quel cibo strano provato a Saigon ti ha fatto capire quanto ami la carbonara.

Chi può farlo? Tutti, ad una unica condizione: essere curiosi, pazienti, tenaci, tolleranti e pronti a fare nuove esperienze.

Quando? Sempre, ogni volta che alziamo lo sguardo ed esploriamo il mondo a partire dal nostro quartiere. Durante le nostre vacanze estive ma anche un fine settimana o un pomeriggio a caccia di angoli nascosti della nostra città.

E la scuola? La scuola, le università, i master…. ci insegnano tante cose ma è solo vivendo nel mondo ed esplorandolo con grandi occhi curiosi che possiamo sfregare il nostro cervello contro quello degli altri, come direbbe il filosofo francese Edgar Morin.e possiamo comprendere non solo chi sono gli altri ma chi siamo noi.

E il lavoro? Qualsiasi lavoro noi stiamo facendo dobbiamo sempre chiederci come cambia e quali sono le competenze di cui ho bisogno non solo oggi ma anche domani. Aprire gli occhi al mondo significa anche questo: vedere come cambia e come dobbiamo cambiare noi per rimanere rilevanti e non farci sostituire da un Robot. Quando viaggiamo vediamo le abitudini dell’altro ma possiamo anche scoprire che certe nostre abitudini non ci sono più utili. Se viaggiamo in un certo modo, on the road, con lo zaino in spalla e con i viaggi fai da te, sviluppiamo la nostra travel agility e questa ci aiuterà a sviluppare tutte le altre agilità del Digital Mindset: la behavioural agility, la cognitive agility la change agility ma anche la social agility.

Perché viaggiare ci aiuta a sviluppare le agilità del Digital Mindset? Nel mio libro “Nemmeno gli struzzi lo fanno più. Vivere bene con l’intelligenza artificiale” (Amazon) ho scritto quali sono le agilità importanti per vivere bene il nostro futuro e quanto sia importante la capacità di disimparare quanto è diventato obsoleto per lasciare spazio al Nuovo. Quando viaggiamo andiamo incontrare e ad esplorare come vivono queste agilità le varie popolazioni, come imparano e come gestiscono il cambiamento. Quando vai A Scuola nel Mondo c’è una sola regola: tornare diversi da prima, con nuove idee e nuovi #connectingthedots. Torniamo sempre più ricchi, dentro le nostre menti e dentro i nostri cuori.

Perché parlare adesso di viaggiare? Perché ora stiamo vivendo un cambiamento epocale, prima lo comprendiamo e prima potremo intrecciare nuovi modi di stare insieme, sviluppare le nostre organizzazioni, costruire società diverse, creare nuovi modi di stare al mondo ma soprattutto realizzare il futuro che vogliamo. Con il Virus corriamo un grosso rischio, quello di chiuderci nei confini delle nostre menti ancor prima di quelli del nostro paese.

Dove? Ovunque si possa farlo in sicurezza ma soprattutto dove possiamo incontrare il diverso e fare nuove esperienze. Possiamo cercare il museo nelle nostre città o la natura selvaggia delle Azzorre, la cosa importante non è tanto il dove ma il come lo facciamo, non è il budget a disposizione ma quello che la nostra mente mette nello zaino lontano dai luoghi comuni, fuori dai circuiti pre-confezionati, dai gruppi chiassosi ma dentro nel profondo dei luoghi, delle cose e nei cuori delle personeche saremo capaci di incontrare. Io personalmente amo i contrasti, dai Laboratori di Intelligenza Artificiale e centri di ricerca universitaria in paesi dove la tecnologia è avanti anni luce rispetto alla nostra fino a paesi dove invece vivono quasi senza. Agli estremi: dalla Silicon Valley alla pesca del granchio gigante in Norvegia, dal low tech delle Azzorre all’high tech di Tokyo.

Come? Prima di tutto gli aerei (almeno per arrivare in alcuni continenti se non vogliamo andare a nuoto), poi la slitta, perchè ho promesso ad Ale di andare nell’estremo Nord con gli Husky e ovviamente un Van, la nostra aula su ruote a Scuola nel Mondo! Dormiremo dentro il Van ovviamente ma anche con Homeexchange ove possibile, per farci una doccia al caldo ma anche per vivere come vivono i locals e poi ospiti di altre famiglie Homeschooler per condividere le conoscenze ed esplorare culture diverse. La parola d’ordine deve essere: immersione totale e movimento! Un viaggio dentro in viaggio. Spesso i nostri viaggi sono come una Matrioska: un viaggio dentro il viaggio e dentro un’altro ancora, esperienza dopo esperienza.

Una classe su ruote

E da qui a settembre? Alleniamo la nostra mente e il nostro corpo: leggiamo, continuiamo a fare le lezioni di scuola da casa, ci formiamo con ulteriori corsi online, miglioriamo le nostre lingue straniere, ci iscriviamo alle associazioni utili come quella per Homeschooling, intervistiamo chi ha già fatto imprese simili e corriamo sul tapis rouland Technogym piazzato in soggiorno per poter affrontare le distese dell’Alaska o fare trekking in Patagonia. Iniziamo a prendere contatti e ad aprirci strade, conoscere le persone ed i luoghi online per limare ed affinare strada facendo il nostro progetto. Vi racconterò tutti i preparativi qui.