Alessandro

Questo è uno spazio tutto per Alessandro, sarà lui a raccontare dal suo punto di vista questa Scuola nel Mondo, con brevi articoli, racconti, impressioni, video. Il Mondo visto con gli occhi di un bambino, le sue aspettative e le sue emozioni. Del resto lui quando mi vede scrivere mi chiede: stai allenando la tua “giornalistità“? Qui allenerà lui la sua: piccoli reporter crescono!

A me piace viaggiare perché così posso stare con mia mamma visitando luoghi del mondo e imparando le diverse culture del posto. Il luogo che più vorrei visitare sarebbe l’Alaska perché ci sono gli Husky e la neve cose che combinate io adoro e poi si può vedere la magica aurora boreale. Sono già stato in molti luoghi nel mondo ma uno che mi è piaciuto particolarmente di più è stata la Namibia perché si possono vedere moltissimi animali della savana e in certi luoghi assaggiare la carne di alcune specie come il Kudu e lo struzzo. Per prepararmi a questa avventura alla mattina corro per un’ora sul tapis roulant per riuscire a sopportare le lunghe camminate che non sempre sono in discesa e poi leggo ogni giorno un po’. La prima cosa che ho pensato quando mia mamma mi ha proposto di fare questo viaggio è stata “Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii” non vedo l’ora di partire. Fare Homeschooling secondo me sarà fantastico e non ci posso credere che mia mamma sarà la mia professoressa. A me mancherà di più andare a pesca con il mio papà, il mio gatto Paul e stare con i miei amici e la cosa che mi mancherà di meno sarà la scuola. I miei amici mi mancheranno molto ma mi terrò in contatto con loro tramite WhatsApp e alla fine racconterò loro tutte le mie esperienze così da farli un po’ rosicare. Inoltre adesso ho un mio canale youtube.” (by Alessandro)

14 Maggio 2020

Viaggiando si imparano molte cose: il Natale in Vietnam con la mia mamma è stata una scoperta

In viaggio si possono imparare molte cose, almeno così è per me quando viaggio con la mia mamma. Durante le ultime vacanze di Natale io e mia mamma siamo partiti dall’aeroporto di Venezia per fare scalo a Mosca in Russia e poi abbiamo preso un lungo volo per Hanoi nel nord del Vietnam con Aeroflot, un’aereo un po’ scassato ma che ci ha portato a destinazione sani e salvi.

Personalmente quando mia mamma mi ha detto di portare una giacca mi sembrava assurdo perché a Mosca si fa freddo ma siamo nell’aeroporto e lì mica non  c’è il riscaldamento, ho pensato. Non potevo però immaginare che avrebbe potuto servirmi in Vietnam. Arrivati ad Hanoi ho dovuto subito tirare fuori la mia giacca perché si gelava, beh non esageriamo: faceva freddo, perché Hanoi si trova appunto a Nord e il Vietnam è un paese bello lungo e stretto.

Il giorno dopo siamo andati a vedere un palazzo Imperiale dove stavano celebrando la fine dell’università ma non come facciamo noi qui in Italia lanciando il cappello, ma inginocchiandosi e unendo le mani tra pugno e palmo così da formare una specie di saluto che significa anche rispetto per gli adulti che hanno a loro insegnato tante cose. Questo saluto è usato in generale per salutarsi invece della stretta di mano che usiamo qui, così non corrono certo il rischio di passarsi i microbi del Corona Virus.

Il secondo giorno la nostra guida personale ci ha portato ha mangiare un piatto tradizionale vietnamita che si chiama Pho Bo e se ti ricordi ne ho parlato in un altro articolo (se non te lo sei perso vai a leggerlo qui), un piatto favoloso che però non supera la mia carbonara anche se in Vietnam lo mangiavo pure a colazione.

Un’altra cosa che ho imparato in questo viaggio è a fare gli aquiloni, puoi vedere qui me e mia mamma che lo costruiamo insieme in questa casetta nelle campagne di Hue. Non vedo l’ora di farlo volare perché ho fatto una figura che rappresenta il fuoco di notte e che vorrei vedere svolazzare sopra la mia testa quando finalmente potremmo correre in spiaggia di nuovo.

In Vietnam ho visto anche uno Chef fare delle bellissime decorazioni con le verdure e ne ho fatto un video che spero troverai interessante.

Quest’arte culinaria la abbiamo vista su una giunca di legno da crociera dove abbiamo anche dormito navigando nella baia di Halong e dove alla mattina siamo andati a visitare un’isola con una caverna enorme e poi io ho fatto il bagno nel mare e l’acqua era gelida infatti sono corso subito a riva.

Bagno gelido ad Hanong

Abbiamo anche sperimentato il Tai Chi ma a me non è piaciuto propio, mentre mia mamma pare si sia pure rilassata a farlo mentre sorgeva il sole.

Mia mamma che fa Tai Chi

Gli ultimi giorni di vacanza ce li siamo goduti con un po’ di relax a PhuQuoc, un’isola al sud estremo del Vietnam vicino alla Cambogia, dove siamo andati in giro co un motorino scassato, visto che non siamo i soliti turisti e siamo andati in mezzo alle macchine, al caos e all’immondizia. Abbiamo anche visitato una piantagione di pepe e che stiamo usando tutt’ora. Era la prima volta che vedevo dove cresce il pepe e come sono fatte le piante.

La piantagione di pepe

Sempre con il motorino siamo stati in una spiaggia chiamata la spiaggia delle stelle marine e un’isoletta che era stata costruita appositamente come parco tipo Aquaparc del Garda solo con degli scivoli decisamente più pericolosi, forse perchè in Vietnam in quanto a sicurezza non sono così rigidi come da noi.

La spiaggia delle stelle marine

Dopo ogni vacanza scegliamo le foto migliori e le stampiamo, facciamo una specie di album digitale perché mia mamma dice che nel computer i ricordi si perdono e così oggi riguardando le foto digitali da scegliere, visto che di tempo per farlo ne abbiamo finalmente tanto, mi sono venute in mente queste avventure e quelle che ancora farò girando il mondo.

In attesa di raccontarti quelle che farò rispolvero i viaggi già fatti, mia mamma dice di avere un po’ di album arretrati ancora da fare perché non aveva tempo e mi sa che la aiuterò a scegliere le foto da usare e magari mi verrà voglia di raccontarti qualche altra cosa che ho imparato nei viaggi passati come quello in Norvegia a caccia di granchi giganti o quello con il Ranger nel Gran Canon, ma questa è un’altra storia…..

01 Maggio 2020

Aspettando di partire mi immagino l’Homeschooling

La scuola prima era molto diversa da come sto imparando ora con i miei insegnanti via web durante il Covid19 perché in classe si stava con i propri compagni e si facevano molte più lezioni ma adesso si fanno solo 3 ore al massimo. Mi immagino che l’Homeschooling sarà simile a come faccio ora scuola con la differenza che non avrò le lezioni online ma sarà mia mamma ad insegnarmi.

Mi piace pensare di fare un anno di scuola con la mia mamma girando il mondo e me lo immagino come adesso durante il Corona Virus con la differenza che non dovremo stare chiusi in casa ma gireremo in tanti paesi diversi. Secondo me viaggiando si impara di più di quando si è a scuola. Oltre che a studiare materie scolastiche si impara anche a conoscere le diverse culture e provare cibi con sapori che non abbiamo in Italia. Quando viaggio i cibi nuovi come prima impressione mi sembrano disgustosi ma poi assaggiandoli scopro che alcuni non sono male come ad esempio il Pho Bò che ho mangiato in Vietnam: una zuppa con dei noodle, manzo e una verdura che sembrava erba cipollina tagliata a pezzetti. 

Ho viaggiato in molti luoghi del mondo e le cose che ho imparato sempre in viaggio fanno tutte parte di una sola cosa, quella che mia mamma chiama la travel agility, cioè la capacità di viaggiare intorno al mondo scoprendo nuove culture, cibi e nuove esperienze che poi metti tutte insieme e così impari.

Ho raccontato di questa prossima avventura solo ai miei migliori amici, alla mia ex ragazza e al mio migliore amico Lollo ma al momento non hanno detto niente di entusiasmante come se questa avventura fosse una cosa di tutti i giorni. Forse non ci credono ancora che davvero partirò. Al momento non conosco ancora nessun altro bambino che fa Homeschooling ma potrò contattarli tramite un giornalino che si chiama la Gazzetta dell’Homeschooler visto che presto farò parte del team di redazione. Fino ad ora ho esplorato due piattaforme che possono aiutarmi quando farò Worldschooling che si chiamano http://www.edupar.org e http://www.time4learning.com, ma credo che ne proverò delle altre.

Oggi sono andato a leggere un giornalino degli Homeschooler, dove ho trovato una storia di una famiglia che fa Homeschooling, la quale mi ha colpito molto. Questa famiglia vive in Canada e ha fatto questa scelta appena il primo dei tre figli è nato. Questi ragazzi non sono mai andati a scuola ma hanno sempre ricevuto istruzione dalla loro madre. Hanno raccontato questa esperienza come una cosa che loro adorano ma purtroppo le leggi cambiano e hanno dovuto cambiare anche il loro modo di studiare. Fino al 2018 potevano fare Homeschooling senza problemi ma ora è diventato tutto più difficile. Adesso devono avvisare lo stato e devono presentare un piano scolastico mentre prima si poteva modificare il programma strada facendo. Un altro esempio è quello che non dovevano fare esami alla fine di ogni anno e all’inizio, ma adesso devono fare un esame ogni quadrimestre. In aggiunta in certe aree del Canada fare Homeschooling è diventato illegale.

Dal mio punto di vista sembra che l’istituto dell’istruzione voglia che i ragazzi vadano a scuola per poter guadagnare di più loro in primis e per far guadagnare le scuole. Io penso come tutti gli altri Homeschooler che fare Homeschooling sia molto meglio che andare a scuola infatti per me si imparano le stesse cose che si imparano a scuola ma anche molto di più chiaramente in base alle modalità, ad esempio io che viaggerò tutto il tempo imparerò molte cose diverse. Quindi l’Homeschooling è una scelta che è più economica rispetto alla scuola privata che facevo prima e inoltre fa imparare di più ai ragazzi se fatta ad esempio come farò io viaggiando per il mondo, e poi è pure una cosa ad emissioni zero perché non bisogna portare i ragazzi a scuola con l’auto. Non tutti i genitori possono permettersi di farlo perché non tutti sono istruiti cone la mia mamma ed inoltre se hanno un lavoro impegnativo diventa difficile seguire i ragazzi. La mia mamma si è presa un anno di tempo per poter fare questa esperienza con me e quindi mi sento fortunato.